Mindfulness Based Cognitive Therapy

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La Mindfulness Based Cognitive Therapy (MBCT) nasce dagli studi di Zindel Segal, Mark Williams e John Teasdale (2002) con lo scopo di intervenire su alcuni processi di vulnerabilità che secondo la ricerca in ambito cognitivo sarebbero all’origine della ricaduta depressiva.

Il programma nasce infatti con l’obiettivo di prevenire le ricadute nelle crisi depressive e combina il training di meditazione di mindfulness sviluppato da Jon Kabat -Zinn, con elementi di Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT), che si è dimostrata efficace nel trattamento in acuto della depressione.

L’obiettivo generale è di aiutare i partecipanti a diventare più consapevoli dei contenuti cognitivi e delle emozioni negative che possono innescare dei circoli viziosi che conducono a un peggioramento del contenuto dei pensieri e dell’umore ed a rispondere ad essi in modo diverso.

Il protocollo MBCT è stato testato in vari studi, in cui ha mostrato una efficacia pari a quella dei tradizionali strumenti farmacologici e psicoterapici nella prevenzione delle ricadute depressive (Kuyken et al., 2015; Farb et al., 2018). In particolare, l’efficacia dell’MBCT è più marcata quando il numero di episodi in anamnesi è uguale o superiore a 3 (Zhang et al., 2018). Inoltre, quando i partecipanti completano il percorso, ottengono una riduzione dei sintomi depressivi residui dopo la fine dell’episodio, della ruminazione, e un miglioramento della qualità di vita, anche in pazienti con depressione cronica e resistente ai trattamenti (Segal et al., 2016; Cladder-Micus et al., 2018).

Il NICE (National Institute for Clinical and Health Excellence) lo consiglia a tutti coloro che hanno avuto uno o più episodi depressivi.  Secondo questo Istituto:

– l’MBCT è più efficace delle di dosi di mantenimento di antidepressivi nel prevenire una ricaduta nella depressione;

– tre quarti di coloro che hanno frequentato un corso MBCT e hanno assunto antidepressivi sono stati in grado di sospendere i farmaci entro 15 mesi;

– l’MBCT sembrerebbe ridurre i punteggi al BDI (Beck Depression Inventory) in soggetti con depressione farmaco resistente.

Inoltre la ricerca sta dimostrando l’utilità di questo protocollo anche per i disturbi d’ansia, per l’insonnia, e altri ambiti psicopatologici.

UNA PANORAMICA SUL PROGRAMMA MBCT

La MBCT è prima di tutto un training di abilità: è fondamentale che i partecipanti svolgano, nei due mesi del percorso, una pratica regolare di meditazione “formale” (meditazione di consapevolezza o mindfulness) e di mindfulness “informale”, cioè estesa alle attività quotidiane.

Attraverso la pratica costante di consapevolezza, l’MBCT insegna la capacità di riconoscere e disconnettersi da stati mentali caratterizzati da pattern autoperpetuantisi di pensiero negativo e ruminativo ed adottare un atteggiamento caratterizzato da apertura, curiosità ed accettazione invece che da evitamento esperienziale. Si insegna la capacità di considerare i pensieri come eventi mentali anziché come fatti, e la capacità di separare i pensieri negativi dalle risposte che solitamente elicitano. La conseguenza di questo processo di apprendimento è quella di modificare il significato stesso dei pensieri.

La continua pratica di focalizzazione della consapevolezza sull’esperienza del momento presente, accompagna i partecipanti a spostarsi su una modalità di funzionamento lontana dai processi cognitivi auto-focalizzati e analitici che perpetuano gli stati depressivi.

Segal et al (2014) descrivono il processo come lo spostarsi dal doing mode (modalità del fare), focalizzato principalmente sulla riduzione delle discrepanze tra lo stato attuale e il modo in cui si ritiene che dovrebbero essere le cose, verso il being mode (modalità dell’essere), in cui l’individuo è in immediato e intimo contatto con l’esperienza del momento presente, qualunque essa sia. La mindfulness, descritta come “la consapevolezza che emerge prestando intenzionalmente attenzione, nel momento presente e in un modo non giudicante al dispiegarsi dell’esperienza momento dopo momento” (Kabat-Zinn, 2005), è dunque sia un mezzo per diventare consapevoli e passare dal doing mode al being mode, sia una caratteristica centrale del being mode stesso.

Nelle fasi iniziali del programma si insegna a diventare consapevoli, a riconoscere il doing mode nelle sue diverse manifestazioni e a coltivare il being mode come stato alternativo. L’accresciuta consapevolezza è la base per la prevenzione della ricaduta depressiva: senza di essa agli individui mancano gli strumenti per identificare quei cambiamenti sottili nell’umore e nel corpo che segnalano l’attivazione di modalità depressive. Attraverso il rafforzamento di questa consapevolezza, il training si sposta verso il riconoscimento dell’attivazione delle emozioni negative, dei contenuti cognitivi depressivi e dei fattori che scatenano i cambiamenti dell’umore nella vita di tutti i giorni.

La pratica permette di sviluppare l’abilità di disconnettersi da reazioni quali la ruminazione, che caratterizza il doing mode, e di rimanere con i pensieri e le emozioni difficili o avversivi in un modo più adattivo, assumendo un atteggiamento di accettazione piuttosto che di evitamento. La MBCT incoraggia sia lo sviluppo di una maggiore consapevolezza metacognitiva sia il sorgere di insight o comprensione metacognitiva sulla natura della mente: la relazione tra i pensieri, emozioni e stati corporei, e l’esperienza della sofferenza.

 

IL PROGRAMMA

Il programma si articola in 8 incontri settimanali di due ore, ciascuno dei quali con il proprio argomento e programma, e un incontro della durata di una giornata (“intensivo”), fra il 6 ed il 7 incontro.

Preliminare è un incontro di gruppo e/o incontri individuali, dove l’istruttore fornisce un orientamento all’approccio terapeutico, acquisisce gli elementi utili per poter comprendere i problemi presentati dai partecipanti e stabilisce aspettative realistiche al trattamento, e risponde ai dubbi e alle domande dei partecipanti.

Le dimensioni del gruppo possono andare da un minimo di 8 ad un massimo di 15 persone.

L’obiettivo dei primi 4 incontri dell’MBCT è quello di sviluppare la capacità di attenzione e una maggiore consapevolezza anche nelle più banali e routinarie esperienze della vita quotidiana. Il partecipante diventa consapevole del modo in cui la propria mente spesso lo allontana dal momento presente e diventa in grado di tornare ai propri pensieri, emozioni e sensazioni corporee come mezzo per essere nel momento presente.

Dal quinto all’ottavo incontro, l’attenzione si sposta sulla relazione con i pensieri e le emozioni difficili: il partecipante apprende il decentramento, l’accettazione e la capacità di portare una consapevolezza gentile alle proprie sensazioni e a lasciar andare i pensieri, riducendo la tendenza a rimanere catturati dal pensiero ruminativo.

In sintesi, nel protocollo MBCT si aiutano i partecipanti a sviluppare un atteggiamento di consapevolezza calda e attenta che li aiuta a prevenire possibili ricadute depressive nel futuro. Come?

  • imparando a riconoscere quando l’umore sta per abbassarsi
  • diventando più consapevoli dei pensieri, delle emozioni, delle sensazioni fisiche mentre si sviluppano
  • sviluppando un modo diverso di rapportarsi alle sensazioni, ai pensieri, alle emozioni
  • sviluppando la capacità di scegliere la risposta più efficace a qualunque pensiero, sensazione o situazione spiacevole si incontri
  • accettando consapevolmente e riconoscendo le emozioni e i pensieri indesiderati piuttosto che percorrere le routine abituali e automatiche che tendono a perpetuare le difficoltà
  • scoprendo cosa rende più vulnerabili alla ricaduta e all’attivazione dei circoli viziosi che determinano il ripresentarsi del disturbo
  • bloccando l’intensificazione dei pensieri negativi e focalizzandosi sul momento presente piuttosto che mantenere lo sguardo sul passato o sul futuro

Nel corso delle otto settimane vengono presentate al partecipante:

  • pratiche guidate di mindfulness (meditazione di consapevolezza)
  • pratiche di movimento consapevole o yoga
  • interventi psicoeducazionali
  • esercizi in diadi o in piccoli gruppi e spazi di condivisione della propria esperienza
  • pratica formale quotidiana con il supporto di tracce audio e materiale cartaceo
  • esercizi di consapevolezza nella vita quotidiana

Il ruolo dell’istruttore è quello di facilitare il processo di sviluppo del gruppo, incarnando gli stessi principi di apertura, curiosità e compassione che i partecipanti sono invitati a portare nella pratica.

I partecipanti aderiscono al programma nella sua interezza, per cui la motivazione personale, l’impegno a partecipare a tutti gli incontri ed a svolgere l’attività a casa sono elementi fondanti dell’approccio proposto.

Le persone parteciperanno ad un incontro generale informativo dove sarà spiegato il programma MBCT, a cui seguirà un colloquio per valutare la possibilità di un’effettiva adesione al programma.

Elena Giannoni

Alessandra Benedetti

 

 

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